A proposito di 3D ETPLUS

Per presentare e parlare dell’azienda 3D ETPLUS, quale modo migliore se non dare la parola al suo fondatore! Jon Charnas ha accettato di rispondere a 4 domande, dalle origini della sua passione alla creazione e allo sviluppo della sua azienda.

Jon, come è arrivata la passione per la stampa 3D?

Tutto è iniziato quando ero adolescente; mi piaceva montare, smontare e rimontare tutto ciò su cui riuscivo a mettere le mani! Così il modellismo è entrato nella mia vita in modo del tutto naturale. Passavo ore a costruire modelli e, qualche anno dopo, mi innamorai degli aeromodelli e degli alianti telecomandati.

Molto presto mi sono reso conto che alcuni pezzi erano difficili da trovare sul mercato oppure avevano una scala sbagliata; volevo, inoltre, realizzare i miei modelli: ero arrivato al punto di utilizzare quotidianamente i vari software di disegno dei profili per migliorare le prestazioni di volo. Una volta conseguito il master in informatica, quindi, mi sono bastati pochi mesi per dirmi: “Perché non li faccio io? Il virus della stampa 3D stava per infettarmi.

La mia passione iniziale mi ha portato a questa tecnologia, che stava diventando sempre più accessibile ai consumatori. Stava nascendo una seconda passione, perché, come potete immaginare, non volevo fermarmi a utilizzare solo le macchine esistenti.

Ci ho pensato più e più volte… Creare i miei modelli… Ma le stampanti in commercio sono troppo piccole!

Lunghe serate di lavoro e calcoli, assemblaggio e regolazioni per sviluppare una stampante 3D in grado di realizzare oggetti molto più grandi e che rispondesse a specifici criteri di utilizzo.

E poi, un giorno, ci sono riuscito: era lì, davanti a me. Mancava solo il nome. Date le dimensioni della bestia e le molteplici origini dei suoi componenti, ho deciso di chiamarla “Monster Kossel” in riferimento al mostro di Frankenstein!

Fin dall’inizio ho voluto che questo concetto di comunità fosse open source, in modo da poterlo modificare e risolvere così diverse difficoltà di stampa.

Lo ammetto subito, non mi aspettavo la piega che questo progetto personale avrebbe preso qualche tempo dopo.

L’ingresso nel FabLab de la Côte ha trasformato la sua visione della stampa 3D?

Oh sì, è chiaro! Questo è un passo molto importante per me. Mi sono rivolto al FabLab de la Côte perché avevo bisogno di una macchina per il taglio laser per un pezzo di modellismo. Quando sono arrivato, avevano un problema con una stampante 3D. Cosa è successo dopo, avete indovinato? Mi è bastato questo per diventare in breve tempo membro attivo e poi segretario.

È un mondo creativo e tecnico in cui sono come un pesce nell’acqua. Mettere le mie competenze nell’automazione di sistemi informatici complessi a disposizione di privati o piccole aziende nel FabLab mi ha portato molto. Stiamo parlando della gestione di un parco macchine, ma anche della divulgazione o della formazione sulla stampa 3D. Così, ho acquisito competenze nella tecnica e nella manutenzione, ma anche nella pedagogia.

Da segretario a presidente del FabLab, mi sono reso conto che trasmettere conoscenze e risolvere problemi tecnici era diventata una normalità per me.

3D ETPLUS, un risultato naturale del viaggio di Jon Charnas con la stampa 3D?

Queste diverse esperienze, unite alle mie passioni, mi hanno portato a creare 3D ETPLUS. Grazie alla partnership con 3DEVOLVE, un’azienda italiana specializzata nella stampa 3D ad alta precisione, posso contare su una rete di esperti tecnici di alta qualità. Inoltre, entrambe le aziende sono sostenute dal gruppo industriale italiano di macchine utensili BUFFOLI, che garantisce la stabilità economica dell’insieme.

È in questo ambiente, particolarmente favorevole all’innovazione, che si sviluppa 3D ETPLUS. Offro ai miei clienti servizi diversi come la formazione, la stampa di oggetti e persino l’acquisizione di una stampante 3D personalizzata che può essere adattata alle esigenze specifiche dell’utente.

Quindi sì, si può dire: 3D ETPLUS è intimamente legato alla mia carriera e sono felice di poter portare a compimento un progetto che unisce passione e avventura imprenditoriale!

Jon, un’ultima parola?

“Scegliete un lavoro che amate e non dovrete lavorare un giorno in tutta la vostra vita.”

Questa citazione mi parla molto. Infatti, ogni nuovo cliente è una nuova sfida di coaching o una nuova difficoltà tecnica da superare. In tutti i casi, è la stessa passione che mi spinge: trasmettere e far muovere le cose nella giusta direzione!